Brutte storie bella gente, cosa raccontano i media della professione, cosa gli assistenti sociali raccontano della professione 16/02/2019

Sabato 16 febbraio 2019 ore 8.30-13.30 Presso Sala Conferenze del Nomentana Hospital Largo Nicola Berloco, 1, 00013 Tor Lupara RM

ABSTRACT DEL SEMINARIO

Nel pensiero comune l’assistente sociale è rappresentata come una donna etichettata da stereotipi, pregiudizi e luoghi comuni che la identificano come ‘Ladra di Bambini’, ‘ Fredda Burocrate’ o ‘Impotente Risolutrice di Problemi’. Sui media italiani la rappresentazione della professione è riduttiva e spesso distorta, troppo spazio viene dato alla tv del ‘dolore’, alla narrazione di casi eclatanti che dipingono negativamente la figura dell’assistente sociale. Sulle tv e i giornali si dà spazio ed enfasi ai fatti di cronaca senza approfondire i temi connessi alle vicende, spesso senza un reale contraddittorio. Raramente si menziona che il codice deontologico della professione e i regolamenti dei Servizi Sociali non consentono agli assistenti sociali di rilasciare dichiarazioni sulle situazioni delle persone che seguono.

Ma anche in qualità di esperti, se in tv spesso compaiono psichiatri, psicologi, giudici e avvocati, chi ricorda l’intervento di un’assistente sociale? Una professione che nell’era dell’informazione e della globalità in cui sono esplose le più disparate e potenti forme di comunicazione non ha come mission la visibilità mediatica, e che sconta di conseguenza una presenza debole e sporadica su tv e giornali, con il conseguente e triste senso d’impotenza dell’assistente sociale.

Come cambiare l’immagine negativa della professione che appare così radicata nella società? Cosa si sta muovendo nella comunità professionale? Ci sono nuovi strumenti di comunicazioni utilizzati e da esplorare in grado di trasmettere un’immagine più reale e veritiera dell’assistente sociale? Chi li sta sperimentando? Con che risultati? A partire dai temi etici e deontologici che sostanziano la professione, attraverso le tecniche e gli strumenti professionali è possibile comunicare la professione senza prescindere dai principi e dai valori etici che la caratterizzano e distinguono dalle altre professioni.

Il seminario intende dare un’istantanea dell’immagine dell’assistente sociale sui media, dando risalto alle iniziative (web, tv, libri) che si stanno sviluppando per contrastare il trend mediatico di svilimento della professione e diffondere una corretta informazione nella società. Metodologia didattica: − lezioni frontali; − presentazioni di slide; − momenti di discussione.

Programma

Ore 8.30 Registrazione e accoglienza

Ore 8.45 Come vengono raccontati gli assistenti sociali: tv, media e dintorni

Ore 9.30 Cosa raccontano gli assistenti sociali della professione al di fuori del contesto professionale e della saggistica.

A partire dai principi etici e deontologici che informano la professione: quale comunicazione è possibile nell’era dei social e della comunicazione di massa. Le nuove forme di comunicazione e le nuove narrazioni: web, radio, siti dedicati, laboratori multimediali, web serie televisiva.

Ore 10.15 Pausa Caffè

Ore 10.30 Gli assistenti sociali e la narrativa. L’ideazione del libro brutte storie bella gente. La struttura. I temi etici e deontologici a base delle storie raccontate nel testo, ma anche la resilienza, l’autodeterminazione, l’agire professionale.

Ore 11.30 Spunti di riflessione su quale comunicazione è possibile costruire come comunità professionale

Ore 12.30 Una nuova narrazione collettiva a partire dalla deontologia professionale.

Ore 13.30 Saluti, rilascio attestato di frequentazione, questionario di gradimento

Formatori: Gianfranco Mattera, Assistente Sociale autore del libro Brutte Storie Bella Gente, Edizione San Paolo

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